DOCUMENTO FINALE DEL CONSIGLIO GENERALE FIM-CISL BRESCIA DEL 29 OTTOBRE

Documento finale votato dai delegati Fim della provincia di Brescia

Ott

DOCUMENTO FINALE DEL CONSIGLIO GENERALE FIM-CISL BRESCIA DEL 29 OTTOBRE

DOCUMENTO CONSIGLIO GENERALE FIM-CISL BRESCIA 29 ottobre 2018

 

Il Consiglio Generale della Fim-Cisl di Brescia ha avviato il confronto al proprio interno, avente come oggetto la legge di bilancio 2019 del governo ed il decreto dignità.

La necessità di far ripartire il paese dopo una crisi lunga quanto devastante è non rinviabile e deve essere perseguito per una società più forte e con elementi di equità al proprio interno.

 

La discussione si è sviluppata considerando che ci sono elementi di incertezza dettati da una legge di bilancio non ancora completa, ma le cui linee principali (ad esempio quota 100 e reddito di cittadinanza) sono state  confermate.

 

Formazione, lavoro, sviluppo, reddito sono da sempre valori sui quali, come sindacato, ci siamo storicamente concentrati e continuiamo a concentrarci e dove ci si aspettiamo risposte altrettanto concrete da tutti i governi.


E’ necessario che gli strumenti che il governo vuole mettere in atto non siano strumenti di mero assistenzialismo, ma di rilancio dell’economia italiana con un aumento del PIL ed un miglioramento dei conti dello Stato, senza mettere in discussione i servizi essenziali per i cittadini (ad esempio sanità ed istruzione).

 

Per la questione pensionistica, pur valutando positivamente la quota 100, dobbiamo pensare che questa venga inserita in una struttura di sostenibilità del sistema pensionistico verso i giovani e le donne ed avere la certezza che vengano recuperati gli elementi positivi costruiti dal sindacato nelle trattative con i precedenti governi (ape social, miglioramenti per lavori gravosi, usuranti e precoci, previdenza complementare).

 

La “pace fiscale” è, ad oggi, un condono e non può essere accettato come non è stato accettato le altre volte in quanto strumento che premia chi non paga le tasse.


Il decreto dignità ha dimostrato di non avere un elemento fondamentale di delega, non lasciando alle parti sociali, a livello territoriale, la possibilità di adattare la normativa ai diversi contesti.

Il rischio di perdere paradossalmente posti di lavoro ha dato al sindacato ed alle imprese la necessità di dover applicare accordi che mantengano i posti di lavoro, in un percorso di stabilizzazione e di formazione continua.

 

Il sindacato (anche a livello europeo) in questo giocherà il proprio ruolo storico con una posizione chiara, esplicita, apartitica, nei luoghi di lavoro, avente come unico fine la tutela e lo sviluppo di chi rappresentiamo oggi e domani.

 

Brescia 29 ottobre 2018

 

Approvato all’unanimità

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